Alfonso Maria de Liguori - Immaginette Sacre

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Alfonso Maria de Liguori

Immagini di Santi
LocalitàProvinciaFesta


1° Agosto
Α

Ω
Marinella (NA)  27 settembre 1696
B A C KPagani 1° agosto  1787
Martirologio Romano
Memoria di sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo e dottore della Chiesa, che rifulse per la sua premura per le anime, i suoi scritti, la sua parola e il suo esempio. Al fine di promuovere la vita cristiana nel popolo, si impegnò nella predicazione e scrisse libri, specialmente di morale, disciplina in cui è ritenuto un maestro, e, sia pure tra molti ostacoli, istituì la Congregazione del Santissimo Redentore per l’evangelizzazione dei semplici. Eletto vescovo di Sant’Agata dei Goti, si impegnò oltremodo in questo ministero, che dovette lasciare quindici anni più tardi per il sopraggiungere di gravi malattie. Passò, quindi, il resto della sua vita a Nocera dei Pagani in Campania, tra grandi sacrifici e difficoltà.
L'esempio e l'insegnamento di questo Santo hanno lasciato un'impronta profonda, non soltanto nella spiritualità del proprio tempo ma nella storia del pensiero cattolico e dell’attività pastorale della Chiesa.

Alfonso Maria era nato, sulla fine del '600, da una delle più antiche e nobili famiglie napoletane, quella dei Liguori, e aveva dimostrato, giovanetto, un talento eccezionale per ogni disciplina, dal greco alla matematica, dalle scienze alla poesia, e anche alla pittura e alla musica.

A diciassette anni si laureava in diritto civile e diritto canonico. Di lì a poco, tutta Napoli accorreva a udire il più giovane avvocato della città che perorava le cause con meravigliosa dottrina e straordinaria eloquenza.

Tutto faceva prevedere un avvenire brillantissimo, se un giorno, dopo tante vittorie, il giovane avvocato non avesse subito un terribile scacco. Difendeva una causa nella quale si sentiva sicuro, credendosi dalla parte della ragione. La sua oratoria aveva dimostrato la giustezza della sua tesi, quando un documento, esibito all'ultimo momento, dimostrò falso tutto ciò che il giovane avvocato, in buona fede, aveva sostenuto come vero.

Alfonso, colpito da questo incidente, si chiuse in casa meditando a lungo sull'incerta giustizia umana e sulla giustizia divina, unica a non deludere e a non errare. Dovette lottare con i pregiudizi dei parenti e la resistenza del padre, ma non ebbe pace finché non mutò la toga dell'avvocato con la veste talare del sacerdote.

La sua prima attività fu naturalmente quella del predicatore. La sua oratoria trascinante gli avrebbe assicurato grandi successi tra le classi colte di Napoli settecentesca. Se non che il giovane sacerdote aveva scoperto un mondo fino allora sconosciuto: quello dei « lazzaroni » in città e dei «cafoni » in campagna; quel popolo ignorante perché abbandonato a se stesso; superstizioso perché non educato; trascurato da tutti, dalla Corte, dai nobili e perfino dal clero.

Alfonso de' Liguori pensò a una congregazione che si dedicasse al soccorso e all'educazione dell'infima società; sognò missionari che portassero la luce della fede e il fuoco della carità nei « bassi » cittadini e nelle capanne rurali.

Aveva cinquantatré anni quando il Papa approvò il suo Istituto del Santissimo Redentore, detto anche dei Redentoristi; ma soltanto a ottantaquattro anni ebbe dal Re il permesso di impiantarlo legalmente. A sessantasei anni, Alfonso de' Liguori era stato nominato Vescovo di Sant’Agata dei Goti, vicino a Napoli. Fu un vescovo epuratore e missionario: epuratore nei riguardi del clero; missionario nei riguardi del popolo ignorante e pezzente.

Dopo tredici anni di fatiche apostoliche, quasi completamente cieco, quasi completamente sordo, la testa inchiodata sul petto da un doloroso reumatismo, chiese e ottenne di ritirarsi nel proprio Istituto. Visse ancora per dodici anni ' fino ai novantuno di età, attivo e vegeto, scrivendo lettere ai suoi missionari, esortazioni ai sacerdoti, e una serie di opere che gli hanno valso il titolo di Dottore della Chiesa.

Opere di istruzione, opere di edificazione, opere soprattutto di morale, come la sua celebre Theologia Moralis, testo fondamentale, di sicura dottrina, nel quale Sant'Alfonso de' Liguori, reagendo al rigorismo dei Giansenisti, accentua non la severità, ma la compassione e la misericordia, estendendo a tutti gli uomini il calore di quell'affetto che lo aveva guidato da giovane, in mezzo ai « lazzaroni » dei « bassi »napoletani e ai « cafoni » delle neglette campagne.

Fu canonizzato nel 1839 e proclamato, nel 1871 da Pio IX,  Dottore della Chiesa. Papa Pio XII gli conferì il titolo di "celeste Patrono di tutti i confessori e moralisti".


 
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