Giovanni Maria Vianney Curato D'Ars - Immaginette Sacre

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Giovanni Maria Vianney Curato D'Ars

Immagini di Santi
LocalitàProvinciaFesta


4 Agosto
Α
Altre immagini del SantoΩ
Dardilly (Francia) 8 maggio 1786
B A C KArs-sur-Formans (Francia)
4 agosto 1859

Canonizzato da papa Pio XI nel 1925
Reliquie del Santo - Roma - Chiesa di S. Giovanni Maria Vianney
Martirologio Romano
Memoria di san Giovanni Maria Vianney, sacerdote, che per oltre quarant’anni guidò in modo mirabile la parrocchia a lui affidata nel villaggio di Ars vicino a Belley in Francia, con l’assidua predicazione, la preghiera e una vita di penitenza. Ogni giorno nella catechesi che impartiva a bambini e adulti, nella riconciliazione che amministrava ai penitenti e nelle opere pervase di quell’ardente carità, che egli attingeva dalla santa Eucaristia come da una fonte, avanzò a tal punto da diffondere in ogni dove il suo consiglio e avvicinare saggiamente tanti a Dio.
Spostata al 7 agosto, come vedremo, la memoria di San Domenico, il nuovo Calendario ecclesiastico ha potuto restituire alla data esatta della morte la memoria, anche questa obbligatoria, di San Giovanni Maria Vianney. A molti, il nome di questo santo, lì per lì, non dirà nulla: ma basterà aggiungere « il Curato d'Ars », perché subito una gran luce si apra nella mente e nel cuore. Ed è la stessa luce che si aprì, improvvisamente e inaspettatamente, nella Francia del primo Ottocento, appena passato l'uragano napoleonico, che aveva lasciato ovunque rovine non soltanto materiali, ma anche spirituali.
Giovanni Maria Vianney era di famiglia contadina e crebbe sotto la Rivoluzione di Francia. Voleva diventar prete, e giunse ad esserlo, a costo di lunghe fatiche e di continue umiliazioni. Soltanto a trentadue anni i Superiori, a corto di sacerdoti, gli affidarono la cura di Ars, nel 1818.
Giovanni Maria Vianney giunse ad Ars a piedi, in un giorno d'inverno, con la bisaccia sulle spalle e un paio di scarpacce fangose ai piedi. Prima d'entrare nell'abitato, s'inginocchiò pregando per il suo popolo. Ma il popolo era assente, distratto dalle cure materiali e indifferente alle cose della religione.
Il Curato d'Ars non uscì sul sagrato per chiamare gente. Non corse lungo le strade per scuotere l'indifferenza dei parrocchiani. Non rimproverò né si dolse. Inginocchiato dinanzi al tabernacolo rimase lungamente in preghiera; senza mangiare, senza dormire, o almeno mangiando appena il necessario per vivere, e dormendo solo tre ore per notte.
Per quanto distratti e indaffarati, gli abitanti di Ars cominciarono a chiedersi che cosa facesse il loro Curato, e come vivesse. Una vecchina, più curiosa che devota, entrò in chiesa. Lo vide immobile al tabernacolo, con la tonaca stinta che gli scendeva sulle spalle magrissime.
Un'altra entrò in Canonica. La cucina era spenta; la dispensa vuota; il letto senza materasse né coperte. « Signor curato, come vivete? ». « Vedete   rispose   vivo ».
Ed ecco, dopo la prima curiosa, entrare in chiesa altra gente. E vedendo il Curato inginocchiato, inginocchiarsi. E udendolo pregare, pregare. E pregare fino alle lacrime, perché le preghiere del Curato di Ars erano così commosse che commovevano.
Non passarono due anni che Ars divenne il paese più devoto del Lionese. E non passarono dieci anni che la chiesa di Ars fu mèta di pellegrinaggi da tutte le parti della Francia. Il prete tardivo, che in un primo tempo non aveva avuto facoltà di confessare, divenne il confessore dei più ostinati peccatori, che ad Ars ritrovarono la luce della fede.
Il povero Curato, stremato fisicamente e spiritualmente oppresso, confessava dodici e quattordici ore al giorno. Prima dell'alba i pellegrini si accalcavano nella chiesa che trenta anni prima egli aveva trovato deserta.
Più volte, tratto dal desiderio della vita contemplativa, il Curato d'Ars chiese ai Supe-riori di ritirarsi in un monastero. Si firmava « Vianney, povero prete infelice », ma la sua infelicità rendeva felici troppi disgraziati. Fu costretto a rimanere, e invano tentò di fuggire, di notte, da Ars.
Mori a settantatré anni, nell'agosto del 1857. E i pellegrini non cessarono di accorrere ad Ars anche dopo la sua morte; né cessò la sua opera di taumaturgo di corpi e di anime. Il Santo Papa Pio X, nel 1905, diede il Santo Curato d'Ars come patrono a tutti i sacerdoti aventi cura d'anime; cura cioè di condurre in Paradiso le anime loro affidate, come aveva fatto, un secolo fa, Giovanni Maria Vianney.


 
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