Marcella matrona romana - Immaginette Sacre

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Marcella matrona romana

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31 Gennaio
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Pochi giorni fa abbiamo ricordato Santa Paola, romana, discepola spirituale di San Girolamo e fondatrice del monastero femminile di Roma, prima di morire a Betlemme, presso la Grotta della Natività. Accennammo allora a Marcella, sua concittadina e contemporanea, una delle figure femminili di maggior risalto nella Roma cristiana tra il IV e il V secolo, tra la fine dell'lmpero e l'inizio delle invasioni barbariche.

Santa Marcella viene addirittura definita dagli agiografi, « modello di tutte le vedove cristiane ».Apparteneva a una delle più illustri famiglie della città, quella dei Marcelli, alla quale era, ed è ancora intitolato a Roma il grande Teatro non lontano dai Fori imperiali. Non si sa chi fosse il suo sposo; si sa però che restò vedova a sette mesi soltanto dalle nozze. La figlia, Principia, nacque orfana di padre.

Ancora giovanissima, Marcella abbandonò la società in mezzo alla quale era vissuta fino allora, si isolò senza allontanarsi, si perse in Dio senza uscire dalle mura aureliane. Se Paola fu la fondatrice del primo monastero femminile romano, Marcella fu la prima solitaria, e eremita, della capitale dell'lmpero.

Si disfece delle sue ricchezze, o meglio le investì, donandole ai poveri di Roma. E a un passo dalle matrone fastose e mondane, nel cuore dell'Urbe, visse con la stessa austerità dei padri del deserto e dei solitari dello Scete, digiunando e pregando, studiando e meditando. Era una donna colta, e mise la propria cultura al servizio della sue fede. Studiando le Sacre Scritture, trovò in San Girolamo un sapiente maestro di dottrina, e anche, come oggi si direbbe, di filologia. Le lettere che il grande traduttore della Bibbia indirizzò a Marcella, anche dopo la sua partenza per l'Oriente, sono interessantissime proprio per il loro contenuto scientifìco e culturale, e documentano gli interessi intellettuali di questa devota matrona romana.

Grazie alla sua preparazione dottrinale poté ‑ esempio unico tra le donne ‑ intervenire pubblicamente nella polemica contro gli eretici origenisti, difendendo le dottrine ortodosse. Marcella visse abbastanza a lungo per vedere i barbari ‑ per la prima volta dai tempi dei Galli di Brenno ‑ conquistare e umiliare la città dei Cesari. I Goti di Alarico sorpresero Marcella in preghiera nel suo palazzo, e la seviziarono tentando di strapparle le ricchezze che essi pensavano tenesse celate. Ma dopo molte dolorose torture, anche i Goti si resero conto di avere a che fare con una donna di stampo eccezionale. Pieni di ammirazione, la accompagnarono con la figlia Principia fino alla Chiesa di San Paolo, che fu il suo ultimo rifugio.

Marcella morì infatti dopo pochi giorni, non si sa bene in quale data, benché i calendari la ricordino, da tempo immemorabile, il 31 gennaio. San Girolamo, da Betlemme, scrisse di lei: « Ogni momento della sua vita è stato una preparazione alla morte ». Cioè alla nascita nella santità.

 
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