Maria Maddalena de Pazzi - Immaginette Sacre

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Maria Maddalena de Pazzi

Immagini di Sante
LocalitàProvinciaFesta


25 Maggio
Α

Ω
Firenze 1566
B A C K26 maggio 1607
Reliquie della Santa - Roma - Chiesa di S. Rocco all'Augusteo
Il suo nome di battesimo era Caterina, come la Santa di Siena, e come la Santa di Siena ebbe visioni mistiche e missione di riformatrice, per mezzo di lettere brucianti e rivelatrici. La famiglia nella quale era nata, a Firenze, nel 1566, era una delle più celebri e importanti della città: quella dei Pazzi, al cui nome era restata legata, un secolo prima, una sanguinosa congiura contro i Medici.

Ma Caterina, fin da piccola, non desiderava che la vita devota. Seguiva la madre in chiesa e la invidiava quando, raramente, la vedeva avvicinarsi alla mensa eucaristica. Raramente perché, in quel tempo, la Comunione era considerata un sacramento che incuteva quasi timore, e al quale soltanto gli adulti, e di rado, potevano avvicinarsi.

Soltanto i Padri della Compagnia di Gesù, visto il grande desiderio della bambina e la sua maturità spirituale, si presero la responsabilità di far fare a Caterina la prima Comunione a soli dieci anni. Fatto insolito, e quasi scandaloso nella società di quei tempi.

A diciotto anni, Caterina volle entrare in convento, e scelse quello delle Carmelitane, perché soltanto quelle monache facevano la comunione quotidiana. Cambiò stato e mutò nome, prendendo quello di Maria Maddalena.

Ed ecco i cieli aprirsi sulla testa di questa gio­vanissima religiosa, con gorghi di abissali misteri, entro i quali Suor Maria Maddalena s'immergeva con estasi e rivelazioni, da lei narrate, nel rapimento, con rapidissimi mormorii. Il direttore spirituale ordinò a tre suore di raccogliere quelle rivelazioni che poi, esaminate da teologi, risultarono di una sublime altezza mistica e di una stupefacente esattezza dottrinale.

Nei suoi rapimenti, Suor Maria Maddalena rivelava anche le profonde cause dei mali della Chiesa, le deficienze spirituali di prelati e religiosi, ai quali la veggente rivolgeva rimproveri e ammonimenti rigorosissimi.

Dopo questa miracolosa sorgente di luce, quasi a mortificare la giovane suora strumento di grazia divina, seguirono per Maria Maddalena cinque anni di terribile aridità spirituale. Tentata nella fede, abbandonata dalla speranza, spenta alla carità, ella soffri le prove più dure, il Maligno le suggeriva bestemmie e le insinuava pensieri d'impurità.

Ma la volontà della giovane non venne mai meno. Resistette inflessibile, e nella Pentecoste del 1590 lo Spirito Santo la irrorò nuovamente di spirituale letizia e di estasi celesti. Nominata allora Maestra delle novizie, le educò alla perfetta obbedienza, perché nell'obbedienza e nell'umiltà era possibile resistere alle tentazioni e superare le prove.

Poi il cielo si richiuse di nuovo sopra di lei. Le sembrò che fosse diventato di bronzo, e che le sue preghiere non giungessero più all'orecchio di Dio. Ma il Signore non l'aveva abbandonata. Era accanto a lei, sulla croce delle sofferenze anche fisiche, che si aggravavano fino a diventare quasi insostenibili.

Piombata, dalle vette più alte dell'estasi, nella più buia oscurità e nella più squallida miseria, ella misurava lo spazio delle condizioni umane, dai vertici della contemplazione agli abissi del dolore senza conforto. Ma non della disperazione, perché sul letto di morte raccomandava ancora alle sue monache la povertà e l'umiltà, le virtù che rendono invincibili le anime.

Umile nelle sfolgoranti estasi così come nell'estremo dolore; umile cioè in tutte le prove della vita terrena, per essere degna della vita celeste, nella quale Maria Maddalena de' Pazzi entrò il 26 maggio del 1607.
 
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