Molti calendari, per questo giorno di febbraio fanno il nome di Sant'Osvaldo, benché questo Santo non figuri, non solo nel Calendario Universale, ma neanche nel Martirologio Romano, e sia citato soltanto dai calendari particolari, soprattutto quelli della Chiesa d'Inghilterra.
Osvaldo è infatti un nome di origine inglese, o meglio anglosassone. Non ha significato battagliero, come tanti altri nomi dell'alto Medioevo, ma anzi sembra tagliato apposta per un Santo, perché par che significhi « potenza della divinità ».
Tutti inglesi furono i tre Santi di nome Osvaldo che i calendari ricordano. Due di loro furono re, e la loro ricorrenza - il 5 agosto e il 20 agosto - si presta forse meglio ad esser scelta quale giorno onomastico di chi ne ripete il nome. Altri Santi, però, occuperanno quei giorni di agosto, e per non rischiare di non poter citarne il nome nel resto dell'anno, preferiamo dare la preferenza all'Osvaldo di oggi, che del resto fu figura degnissima e venerata - senza nessun sospetto di quel movente dinastico che spesso rende, come dire?, poco convincente, il culto di certi Santi con scettro e corona. Osvaldo dunque visse nel X secolo, e fu nipote di un altro Santo, Oddone, Arcivescovo di Canterbury. Dopo gli studi giovanili, nonostante che gli si schiudesse una facile e onorata carriera ecclesiastica, preferì vivere come monaco benedettino, e passò in Francia, sulla Loira, in una Abbazia operosa e devota. Tornò in Inghilterra alla notizia della morte dello zio Arcivescovo. Un altro Vescovo, quello di York, lo volle al suo fianco durante un viaggio a Roma, e poi nell'amministrazione della diocesi. Egli stesso, finalmente, venne eletto Vescovo di Worcester, dove si fece ammirare per la sua attività pastorale, soprattutto nel disciplinare il clero della diocesi. Al clero regolare, spesso sposato, perché le regole canoniche del tempo non imponevano il celibato, il Vescovo Osvaldo sostituì i monaci benedettini, magari facendoli venire dalla Francia, affinché la cura e l'interesse per la propria umana famiglia non prevalessero sulla cura del popolo cristiano affidato ai sacerdoti. L'azione di Sant'Osvaldo, compiuta con mano delicata e dolcezza di modi, fu ammirata dal sovrano inglese, che lo nominò, appena possibile, Arcivescovo di York. Osvaldo resse questa e la precedente diocesi per vent'anni densi di opere buone, di carità corporale e spirituale, e fertilissimi di esempi per tutti i sacerdoti suoi collaboratori. La sua vita fu austera fino alla severità, secondo la rigida Regola dei monaci, e sempre lievitata da una profonda generosità verso il prossimo. Mori nel 992, un 29 febbraio, e a rigore la sua memoria dovrebbe cadere soltanto negli anni bisestili, cioè ogni quattro anni, ma viene invece anticipata di un giorno negli anni normali. Sarebbe veramente ingiusto privarli della commemorazione.