Per i Romani, una persona dai capelli rossi era un Rufus, come una persona dai capelli ricciuti era un Crispus, una dai capelli biondi era un Flavius o Flavia se donna; una dai capelli lionati era un Fulvius. In origine quindi tali termini furono usati come veri e propri soprannomi, per distinguere una certa persona da un particolare fisico, in questo caso dai capelli.
Certo è che il nome di Rufo, ancora usato, spesso mutato in Ruffo, era allora assai diffuso, per non dire comune. Ne fa fede, come sempre, il Calendario cristiano, che elenca tra i suoi Santi dieci Rufi e dodici Rufini. Oggi ne sono festeggiati due che, come in altri casi, si riducono forse ad uno solo.
Il loro culto ha centro ed origine nella città di Capua, famosa un tempo per gli « ozi » dei ricchi romani, che avevano in questa meravigliosa località ville fastose per i loro raffinati riposi. Capua fu presto sede di una fiorente comunità cristiana, molto antica, che la tradizione, al solito, fa risalire addirittura a San Pietro, il quale avrebbe predicato la « Buona novella » nella città degli « ozi » pagani, nel suo viaggio da Brindisi a Roma.
Alle antiche origini della Chiesa capuana, nel primo secolo, ci riporterebbe, secondo la tradizione, la figura del primo San Rufo, che vien detto Vescovo e Martire e appartenente ad una famiglia nobiliare.
Egli infatti sarebbe stato battezzato, insieme con tutti i suoi parenti, da Sant'Apollinare, il quale vien detto, a sua volta, discepolo dello stesso San Pietro, prima di diventare glorioso Vescovo di Ravenna.
Ma è meglio non indagar troppo sul conto dei protagonisti di questa conversione, né sul come e quando San Rufo sia stato Vescovo e di quale persecuzione sia stato vittima in quegli anni. Basti dire che il Martire Rufo, Vescovo o no, in qualsiasi epoca sia morto, ebbe molta popolarità, e proprio per questo nacquero attorno al suo nome notizie favolose e tradizioni nebulose.
li secondo Rufo onorato a Capua, appare in compagnia di San Carpoforo, che meglio andrebbe chiamato Carponio. Rufo e Carpoforo furori vittime della persecuzione di Diocleziano, che percosse duramente, tra il III e IV secolo, anche la fiorente Chiesa capuana.
La leggenda dice Rufo diacono e Carponio medico di professione. Ma sulla loro passione la notte dei secoli ha steso la sua coltre di mistero, rotta qua e là da fantasiose e tardive notizie. Anche qui, il fatto innegabile resta la devozione per i due Martiri, fioriti nella città campana.