Valentino di Terni vescovo e martire - Immaginette Sacre

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Valentino di Terni vescovo e martire

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14 Febbraio
Α
Altre immagini del SantoΩ
Terni, 176 ca
B A C KRoma, 14 febbraio 273



Martirologio Romano
A Roma sulla via Flaminia presso il ponte Milvio, san Valentino, martire.
Perché questo giorno, il 14 febbraio, è diventato il giorno degli innamorati? Il giorno dei bigliettini affettuosi o scherzosi, detti appunto « Valentini »; il giorno dei regali tra il serio e il faceto, delle proteste d'amore un po’ vere e un po' ironiche? Non è facile spiegarlo, per quanto l'usanza abbia antiche radici, non da noi, dove è stata importata di recente, ma nei paesi anglosassoni, dove ha avuto origine. Si può pensare ad antiche usanze connesse ai riti delle fertilità primaverili, alle stagioni in cui gli uccelli si formano una nuova famiglia, e a varie altre ragioni. Ma non è improbabile che alla radice dell'usanza gentile ci sia proprio il ricordo di un Santo, come vuole la tradizione. Un Santo vissuto ben 17 secoli fa e che fu ricco di umana simpatia e di fede quasi contagiosa.
Veniva dall'Umbria, ed era Vescovo di Terni. Giunse a Roma quando, verso il 270, infieriva la persecuzione dell'Imperatore Claudio. Nelle carceri, Valentino visitava e soccorreva i confessori, cioè i Cristiani che avevano affermato la loro fede davanti ai giudici. Si guadagnò così fama di santità presso i fedeli della capitale, e quando anch'egli venne catturato, l'Imperatore in persona, secondo le leggende, volle vederselo davanti.
Lo avrebbe interrogato, però più come un amico che come un accusato.
« Che è ciò, Valentino, - gli chiese - che tu non usi la nostra amistade, acciocché adorando li nostri dèi tu caccia via le vanitadi e la tua soperchianza? » Valentino però, con persuasiva eloquenza, dimostrò all'Imperatore come le divinità pagane fossero menzognere e fallaci, mentre l'unica fede vera e santa era quella nel Cristo Salvatore. Parlò così bene, che quasi l'Imperatore ne fu convinto, e venne inteso esclamare: « Uomini di Roma, udite come questo uomo parla saviamente e drittamente! ». Ma l'eventuale conversione di Claudio allarmò i cortigiani, i qua- li si affrettarono a richiamarlo ai suoi doveri di persecutore.
Valentino fu dato in custodia a un nobile romano, che aveva una figlia cieca. Il Santo le ridonò la vista, e naturalmente la convertì. In pochi giorni, anzi, convertì l'intera famiglia dei suoi custodi. A questo punto la sua ostinatezza di cristiano non poteva più essere ignorata. Venne condannato a morte, ma prima di essere decapitato trovò il modo di convertire il rude carceriere, e con lui tutta la sua famiglia.
Sepolto sulla via di casa, al secondo miglio della Flaminia, la strada che porta a Terni, mezzo secolo fa la sua sepoltura venne riconosciuta dagli scavi archeologici, sotto le rovine di una basilica a lui dedicata. E mentre il suo profilo storico acquistava certezza, la carriera del San Valentino tradizionale proseguiva per conto suo, come Santo degli innamorati e dei giovani, nei giorni in cui l'inverno già preannuncia la primavera.


 
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