Venerio abate - Immaginette Sacre

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Venerio abate

Immagini di Santi
LocalitàProvinciaFesta
ReggioloReggio Emilia13 Settembre
Α

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Martirologio Romano
Nell’isola di Tino nel golfo della Spezia, san Venerio, eremita.
Abbiamo ascoltato la voce del più grande predicatore del IV secolo, a Costantinopoli: una voce veramente preziosa, tanto da valere il nome di Giovanni « bocca d'oro », o Giovanni Crisostomo.
Assai più silenzioso è il ricordo del Santo di oggi che ci riporta a uno dei luoghi più belli, e meritatamente più celebri, dalla riviera di levante: il promontorio di Portovenere, che chiude verso occidente la profonda insenatura del Golfo della Spezia.
Qui era l'antico Portus Veneris, il porto di Venere, e l'accostamento con il nome della dea della bellezza non poteva essere più felice che in questa località splendida di luce e di sole, di profonde acque azzurre e di scogliere precipitose, tra bianca spuma e verdi arbusti.
In questo promontorio anfrattuoso ebbero un tempo sicuro rifugio i pirati, prima che Genova, fin dal 1113, estendesse il suo saldo dominio fino al Porto di Venere, costruendovi mura e castelli, e chiese a picco sul mare, come quella di San Pietro e quella di San Lorenzo.
Davanti al promontorio di Portovenere si trova un'isoletta rocciosa a forma di triangolo, che un breve stretto, detto la Bocchetta, separa dalla terraferma. E' l'isola Palmaria, un tempo luogo di deportazione, il cui nome ricorre perciò nelle storie di vari Santi dei primi secoli, qui tenuti prigionieri al tempo delle persecuzioni contro i Cristiani.
Al largo della punta estrema della Palmaria c'è un isolotto assai più piccolo, detto il Tino, con un faro e poche case intorno a una chiesetta dedicata a San Venerio. E sorprende l'esistenza di questo nome, derivante anch'esso da quello di Venere, portato da un Santo vissuto proprio in prossimità del promontorio di Portovenere.
Vien da pensare che tale comunanza di nomi non sia casuale: che cioè il nome di San Venerio sia legato in qualche modo a quello di Portovenere. Oppure   ipotesi ancor più suggestiva   che il promontorio ligure non abbia preso il nome della pagana Venere, ma proprio dal cristiano San Venerio, santificato vicino a quel luogo.
La questione interessa gli studiosi di toponomastica, i quali, tra l'altro, hanno trovato che San Venerio è onorato anche in Corsica, nella diocesi di Aiaccio, dove una località ripete il suo nome.
La diffusione del culto di San Venerio è abbastanza ben documentata, specialmente per quanto riguarda la città di Reggio, nell'Emilia, dove le reliquie del Santo furono trasferite nel IX secolo, e che oggi festeggia San Venerio quale proprio Patrono secondario. Altre diocesi che lo ricordano sono quella di Genova e quella di Savona.
Ma sul conto del Santo stesso, vissuto nel VII secolo, abbiamo notizie assai scarse, quasi inesistenti.
Si pensa che sia stato un eremita, penitente nella rocciosa solitudine dell'isola del Tino, in mezzo alle acque del Tirreno, o forse fu Abate, guida di una piccola comunità monastica abbarbicata su quello scoglio.
Di più non è possibile dire, se non che la sua santità dovette essere chiara e chiaramente riconosciuta, anche in luoghi lontani dal promontorio sacro alla dea della bellezza e reso più splendido dalla santità.



 
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