Vincenzo di Lerins - Immaginette Sacre

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Vincenzo di Lerins

Immagini di Santi
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24 Maggio
Α

Ω

B A C K450 ca.



Martirologio Romano
Nel monastero di Lérins in Provenza, in Francia, san Vincenzo, sacerdote e monaco, insigne per dottrina cristiana e santità di vita e premurosamente dedito al progresso delle anime nella fede.
« Un libro tutto d'oro », Così definì l'opera che forma la gloria di San Vincenzo di Lérins un altro grande Santo che di libri se ne intendeva: Roberto Bellarmino, Cardinale e Dottore della Chiesa, grande controversista e apologista del '500, autore di molti trattati e soprattutto di quel preziosissimo libriccino intitolato Catechismo nella Dottrina cristiana. L'autore del « libro tutto d'oro » era vissuto più di mille e cento anni prima, in Francia, anzi in un'isola al largo delle coste francesi.
Rispettate le debite proporzioni, San Vincenzo può essere avvicinato a Sant'Agostino, di cui fu contemporaneo, per certe caratteristiche della sua opera, e anche per le vicissitudini che condussero San Vincenzo, come il grande convertito di Tagaste, dalla vita nel mondo alla perfezione religiosa.
Nato nella Francia del nord, o forse nel Belgio, egli stesso accenna infatti ai turbini delle passioni e ai combattimenti del secolo in mezzo ai quali trascorse la gioventù. Finalmente approdò alla fede, approdando anche, materialmente, nell'isola di Lérins. In quell'isola. tra il IV e il V secolo, Sant'Onorato aveva dato vita ad una comunità religiosa che meritò d'esser chiamata « nutrice di Santi ».
Qui San Vincenzo visse a lungo e devotamente, finché, sentendo approssimarsi la vecchiaia e la morte, volle scrivere un'opera che gli servisse   come egli diceva   d'aiuto alla memoria, via via che questa s'indeboliva con l'età. Nacque così il « libro tutto d'oro » detto Commonitorium, cioè un manuale di regole di condotta da seguire per la perfezione spirituale.
Erano gli anni della lotta della Chiesa contro l'eresia pelagiana e soprattutto nestoriana. Contro quest'ultima si batté San Cirillo, il quale, nel concilio di Efeso del 431, riuscì a far condannare i Nestoriani e a far proclamare il dogma della divina maternità della Madonna. A questa lotta dottrinale partecipò anche l'opera di San Vincenzo, che si presentava come un mezzo sicuro per riconoscere e seguire la vera fede. Era quindi un'arma efficacissima contro « le frodi e i lacci degli eretici ».
Ma anche trascorso il momento delle controversie dottrinali; anche dopo molti secoli, si seguitarono a trovare tesori di saggezza e di acume nell'opera di San Vincenzo, morto silenziosamente nella pace dell'isola di Lérins, verso l'anno 450.
Specialmente nei tempi recenti, non sono mancati i riconoscimenti verso il Commonitorium di Vincenzo di Lérins. Abbiamo già citato la definizione di San Roberto Bellarmino. Si può aggiungere che il grande predicatore e polemista francese del '600, Bossuet, vi attinse largamente nelle sue brillanti controversie dottrinali.
Del « libro tutto d'oro », è famosa una definizione delle verità derivanti dalla tradizione, che si aggiungono alle verità rivelate. « Atteniamoci ~ si legge ~ a ciò che è stato creduto ovunque, sempre e da tutti ». Un insegnamento che è stato tenuto ben presente nei recenti concili della Chiesa, nei quali anche le « novità » di maggior scalpore sono state ispirate a questo principio vecchio di secoli, anzi, di millenni!


 
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